La Class Action Nazionale Dell’Edilizia (C.A.N.D.E.) ha presentato oggi alla Procura Generale della Corte dei Conti una Relazione Tecnica Integrativa a sostegno dell’esposto depositato lo scorso 7 maggio. Il documento analizza nel dettaglio la controversa decisione del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) di riclassificare i crediti d’imposta legati ai bonus edilizi – in particolare il Superbonus 110% – da “non pagabili” a “pagabili”, con rilevanti effetti sul bilancio dello Stato.
Secondo la Relazione, tale riclassificazione ha comportato un aumento fittizio delle spese pubbliche, generando un impatto stimato in oltre 130 miliardi di euro nel triennio 2024–2026, e violando principi fondamentali della contabilità pubblica italiana ed europea. Il MEF avrebbe contabilizzato questi crediti come passività certe nei confronti dei cittadini – per finalità europee – pur negandone il rimborso sul piano interno, determinando così una grave distorsione contabile e istituzionale.
Il documento mette in luce possibili violazioni: dell’art. 81 della Costituzione (equilibrio di bilancio), della legge 196/2009 (veridicità e attendibilità della contabilità pubblica), dei regolamenti europei (SEC 2010, Patto di Stabilità), nonché ipotesi di danno erariale, abuso d’ufficio e falsità ideologica in atto pubblico.
Conclusioni della Relazione C.A.N.D.E. chiede:
- l’apertura di verifiche contabili e giurisdizionali a livello nazionale;
- la sospensione immediata della contabilizzazione dei crediti come “pagabili” senza adeguata copertura;
- un intervento delle istituzioni europee per valutare l’eventuale manipolazione dei saldi di finanza pubblica.
“Ci troviamo di fronte a una doppia verità contabile: in Italia i crediti sono non rimborsabili, ma in Europa vengono trattati come spesa pubblica effettiva. È una manipolazione che danneggia imprese, cittadini e bilancio dello Stato”, dichiara Roberto Cervellini, Presidente di C.A.N.D.E.
C.A.N.D.E. ribadisce la propria determinazione nel tutelare i diritti economici dei contribuenti e la trasparenza dei conti pubblici.





