Cande insiste poi nel denunciare, lβennesima strage sul lavoro a Marcianise (Caserta) che ci riporta davanti a una realtΓ drammatica: in Italia si continua a morire nei cantieri e nei luoghi di lavoro, senza che il Ministero del Lavoro riesca neppure a rallentare questa carneficina.
Dal governo e dalla ministra Calderone solo proclami, conferenze stampa e strumenti inefficaci. La famosa “patente a crediti” per il settore edile era stata annunciata come svolta epocale, ma i numeri raccontano unβaltra storia: nessun miglioramento reale, anzi piΓΉ vittime complessive e piΓΉ malattie professionali.
I dati 2025 vs 2024
- 502 morti sul lavoro nel primo semestre 2025, +7% rispetto allo stesso periodo 2024 (fonte: Vega Engineering);
- Denunce con esito mortale in occasione di lavoro: 357 (1Β° semestre 2025) contro 358 (2024) β praticamente stabili (fonte: Italpress/Inail);
- Infortuni mortali in itinere: 79 casi nel 2025 contro 61 nel 2024 β +29,5% (fonte: INSIC/Inail);
- Denunce di infortunio in occasione di lavoro: 204.364 (2025) contro 205.568 (2024) β lieve calo (β0,6%) (fonte: Italpress / Inail);
- Malattie professionali denunciate: +12% nel 2025 rispetto al 2024 (fonte: Italpress / Inail).
In sintesi: nessun miglioramento vero.
Infortuni quasi stabili, piΓΉ vittime complessive, piΓΉ morti in itinere, piΓΉ malattie professionali.
Doveva essere la βrivoluzione della sicurezzaβ. Invece, la realtΓ Γ¨ unβaltra: piΓΉ burocrazia per le imprese, piΓΉ sanzioni, ma nessun miglioramento nei cantieri.
Una Ministra latitante che dopo settimane di passerelle mediatiche, risulta sparita dai riflettori, mentre le morti aumentano.
- Basta parole vuote.
- Basta strumenti punitivi che non servono a salvare vite.
- Basta silenzi.
Chiediamo le dimissioni del ministro Marina Calderone
Ha dimostrato inadeguatezza totale!
Non si puΓ² restare alla guida del Ministero del Lavoro mentre i numeri delle morti sul lavoro continuano a crescere.
LβItalia ha bisogno di un piano nazionale serio: formazione vera, controlli attraverso l’impiego della digitalizzazione, innovazione tecnologica degli strumenti, investimenti in prevenzione e non piΓΉ propaganda.
Quante altre tragedie come quella di Marcianise dovremo piangere prima che qualcuno abbia il coraggio di cambiare davvero rotta?





